LiberTiAmo di Luglio (2022)

Buon venerdì, ben ritrovatə!

Come è iniziato questo luglio?

Oggi, come ogni primo del mese, diamo il via sul gruppo alla lettura del libro del mese e ne parliamo un poco anche qui sul blog.

Quindi il titolo in questione sarà in lettura per tutto il mese di luglio a partire da oggi e potrete unirvi in ogni momento alla lettura sul gruppo.

Buttiamo un occhio al libro di luglio!

Il Dio delle Piccole Cose – Arundhati Roy

Casa editrice: TEA

Link all’acquisto: QUI

Trama

India, fine anni Sessanta: Ammu, figlia di un alto funzionario, lascia il marito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due figli. Ma, secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l’inaccettabile errore di innamorarsi di un paria, un «intoccabile», per lei non vi sarà più comprensione, né perdono. Attraverso gli occhi dei due bambini, Estha e Rahel,  “Il dio delle piccole cose” ci racconta una grande storia d’amore che entra in conflitto con le convenzioni; ci mostra un Paese, dilaniato fra tradizione e modernità, dove esistono ancora gli intoccabili e leggi non scritte continuano a governare la vita di una donna; ci fa entrare in un mondo fatto di piccoli eventi, di cose ordinarie che sembrano di nessuna importanza, ma che sono cariche di un significato più profondo e in cui sembra rispecchiarsi una verità universale.

Il dio delle piccole cose è il primo romanzo di Arundhati Roy, pubblicato nel 1997.

Il libro, acclamato bestseller a lungo ai vertici delle classifiche di vendita internazionali, ha vinto il Booker Prize nel 1997.

Bene, e voi? Avete mai letto “Il Dio delle Piccole Cose”? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Aprile (2022)

Buon venerdì e buon quasi weekend!

Rieccoci con un nuovo libro del mese per il gruppo di lettura, diamo il via al mese di aprile con una nuova lettura infatti, ma prima come sempre vi ricordo che potete trovare il gruppo su Goodreads e Telegram.

Il libro sarà in lettura per tutto aprile e potete unirvi alla lettura in qualunque momento, aggiornando e parlando dei vostri progressi sul gruppo.

Scopriamo il libro di aprile!

Le ricette della Signora Tokue – D. Sukegawa

Casa editrice: Einuadi

Link all’acquisto: QUI

Trama

Sentaro è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tokyo, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentaro confeziona dorayaki – dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki – e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un’adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all’improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un’anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentaro si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentaro ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l’anziana signora insegna a Sentaro i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magià: «Si tratta di osservare bene l’aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentaro e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili. Con l’autunno, però, un’ombra cala sulla piccola bottega sotto al ciliegio: quando il segreto di Tokue viene alla luce, la clientela del negozio si dirada e la donna, costretta a misurarsi di nuovo con il pregiudizio e l’ostracismo sociale che l’ha perseguitata per tutta la vita, impartirà a Sentaro e Wakana la lezione più preziosa di tutte.

Le ricette della Signora Tokue è stato pubblicato nel 2013.

Il libro sarà in lettura dal 01/04 al 30/04, per tutto il mese di aprile.

Bene, e voi? Avete mai letto questo testo? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Marzo (2022)

Buon martedì e buon primo di marzo!

Come state? Com’è iniziato questo mese?

Oggi, primo del mese, parliamo del libro che leggeremo assieme per tutto il corso di marzo sul gruppo di lettura, LiberTiAmo, che trovate su Goodreads e Telegram.

Il libro sarà come sempre in lettura per tutto il mese di marzo e sarà possibile partecipare alla lettura in qualunque momento, quindi che dire, scopriamo il libro di marzo!

La Casa delle Belle Addormentate – Yasunari Kawabata

Casa Editrice: Mondadori

Link all’acquisto: QUI

Trama

“La casa delle belle addormentate” (seguito in questo volume dai romanzi brevi “Uccelli e altri animali” e “Il braccio”) è un raffinato racconto erotico centrato sulle visite del vecchio Eguchi a un inconsueto postribolo in cui gli ospiti possono passare la notte con giovanissime donne addormentate da un narcotico. Il regolamento vieta di svegliarle, esaltando il fascino quasi magico emanato dalle fanciulle, e permette a Eguchi, attraverso una delicata rapsodia di sensazioni e di ricordi, di riappacificarsi con se stesso in un viaggio tra i più misteriosi recessi della psiche, evocati con segni incredibilmente semplici, rarefatti e luminosi.

Yasunari Kawabata è stato Premio Nobel per la Letteratura nel 1968.

La casa delle belle addormentate trasporta il lettore in dimensioni distanti dall’esperienza comune, che inducono a una inquietudine senza scampo: definito da Goffredo Parise “capolavoro della vecchiaia”, si potrebbe anche interpretare come capolavoro della morte, dell’amore, della sessualità, della memoria.

Il libro sarà in lettura dal 01/03 al 31/03, quindi per tutto il mese di marzo.

Vi unirete a noi nella lettura? Avete mai letto “La Casa delle Belle Addormentate” di Kawabata? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Febbraio (2022)

Buon martedì e buon primo di febbraio!

Oggi, come ogni primo giorno del mese, sono qui per annunciare e parlare un poco del libro che leggeremo nel corso del mese sul gruppo di lettura, LiberTiAmo, che vi ricordo potete trovare su Goodreads e Telegram.

Il libro scelto per essere la nostra lettura di febbraio è “Al Faro” di Virginia Woolf, parliamone assieme!

Al Faro – Virginia Woolf

Casa Editrice: Feltrinelli

Link all’acquisto: QUI

Trama

“Al Faro”: questo il vero titolo del romanzo di Virginia Woolf che la nuova traduzione di Nadia Fusini riporta all’originaria bellezza. Romanzo sperimentale, intonato alla ricerca di libertà formale che accomuna i grandi scrittori di questo secolo, “Al Faro” è un libro sulla memoria e l’infanzia; un’elegia alla luce che ha illuminato le figure della madre e del padre reali, che nel romanzo diventano il signore e la signora Ramsay. A tema è lo scontro tra il sì materno (“sì, andremo al faro”) e il no paterno (“no, al faro non si può andare”), come esso risuona nel cuore del figlio James, e nella mente della figlia Virginia, che a distanza di anni si misura, scrivendo, con la potenza di quei fantasmi. L’effetto è liberatorio. Prima, confessa Virginia Woolf, “pensavo al babbo e alla mamma ogni giorno”. Ora “li depone”, li seppellisce. È la sua catarsi.

Al Faro è stato pubblicato per la prima volta nel 1927.

Il romanzo segue ed amplia la tradizione del romanzo modernista, in cui la trama ha un’importanza secondaria rispetto all’introspezione psicologica dei personaggi.

Il libro sarà in lettura dal 01/02 al 28/02, quindi per tutto il mese di febbraio.

Vi unirete a noi nella lettura? Avete mai letto “Al Faro” della Woolf? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Gennaio (2022)

Buon primo dell’anno, buon inizio 2022!

Come state in questo giorno di festa? Avete ancora quella bella carica di entusiasmo da inizio anno?

Oggi, come annunciato nell’articolo del 2021, quello dell’altro ieri insomma, (sembra passato chissà quanto tempo, ma era davvero l’altro giorno), parliamo del libro di gennaio per il gruppo di lettura.

Libro che è stato votato a dicembre e che sarà il primo testo di questo 2022, che speriamo ci porterà grandi soddisfazioni a livello di letture e non!

Io direi di iniziare subito a parlare del titolo, ma prima vi ricordo che ci trovate su Goodreads e Telegram, ogni mese pronti/e per una nuova lettura.

Iniziamo!

Il Giardino dei Finzi-Contini – Giorgio Bassani

Casa Editrice: Feltrinelli

Link all’acquisto: QUI

Trama

Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come “Il giardino dei Finzi-Contini”, un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, convogliandole verso un assoluto coinvolgimento narrativo. Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d’infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull’Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell’età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

Il Giardino dei Finzi-Contini è un romanzo del 1962.
La prima stesura avvenne a Santa Marinella, all’Hotel Le Najadi.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di gennaio, potete unirvi alla lettura in qualunque momento.

Vi unirete alla lettura? Sarete dei nostri? Fatemi sapere!

Rinnovo i miei auguri di inizio anno, buon 2022, noi ci leggiamo presto per dare il via a quest’anno di nuovi articoli!

LiberTiAmo di Dicembre (2021)

Buon mercoledì e buon primo dicembre, ben ritrovati/e!

Oggi, essendo il primo del mese, parliamo del libro che sarà il lettura sul gruppo per il mese appena iniziato, vi ricordo come sempre che il gruppo di lettura vi aspetta in qualunque momento sia su Goodreads che su Telegram.

Prima di parlare un poco del libro del mese, ci tengo a fare un piccolo reminder.

Ogni anno da oggi fino al 24/12 sul blog torna la “Maratona natalizia” per cui pubblico un articolo al giorno, ma quest’anno a causa di una serie di eventi, non riuscirò ad essere presente come gli altri anni, per cui la maratona salterà.

Ma ad ogni modo cercherò di essere presente il più possibile e ovviamente parleremo di tutti gli argomenti tipici dell’ultimo mese dell’anno, ovvero top, flop, obbiettivi di lettura ecc. ecc.

Spero inoltre di tornare l’anno prossimo con la maratona, speriamo in un 2022 fruttoso!

Detto ciò, parliamo del libro in lettura sul gruppo nel mese di dicembre!

I Leoni di Sicilia – Stefania Auci

Casa Editrice: Nord

Link all’acquisto: QUI

Trama

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. Una famiglia che ha conquistato tutto. Una famiglia che è diventata leggenda. Questa è la sua storia. Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile. Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

I leoni di Sicilia è una pubblicazione del 2019, che ha riscosso un enorme successo e grazie a questo il testo è diventato il primo di una duologia, dato che nel 2021 è uscito L’inverno dei Leoni, il secondo capitolo.

Il libro è diventato un best-seller, raggiungendo numeri altissimi.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di dicembre, potete unirvi alla lettura in qualunque momento!

Vi unirete alla lettura? Sarete dei nostri? Fatemi sapere!

A prestissimo!

LiberTiAmo di Novembre (2021)

Buon lunedì e buon inizio novembre!

Come state? Come avete trascorso il mese di ottobre?

Oggi parliamo assieme del libro del mese di novembre, libro vincitore del sondaggio che sarà in lettura per tutto il corso del mese sul gruppo che trovate su Goodreads e Telegram!

Io direi di buttarci subito e andare a scoprire la nuova lettura assieme!

Sorelle – Daisy Johnson

Casa Editrice: Fazi

Link all’acquisto: QUI

Trama

Le sorelle adolescenti Luglio e Settembre sono strette da un legame simbiotico forgiato con una promessa di sangue quando erano bambine. Vicine quanto possono esserlo due ragazze nate a dieci mesi di distanza, a volte è difficile stabilire dove finisca l’una e cominci l’altra. Abituate all’isolamento, non hanno mai avuto amici: bastano a se stesse. Ma un pomeriggio a scuola accade qualcosa di indicibile. Qualcosa da cui non si può tornare indietro. Alla disperata ricerca di un nuovo inizio, si trasferiscono con la madre dall’altra parte del paese, sul mare, in una vecchia casa di famiglia semiabbandonata: le luci tremolano, da dietro le pareti provengono strani rumori, dormire sembra impossibile. Malgrado questo inquietante scenario, a poco a poco la vita torna ad assumere una parvenza di normalità: nuove conoscenze, falò sulla spiaggia… Luglio si accorge però che qualcosa sta cambiando, e il vincolo con la sorella inizia ad assumere forme che non riesce a decifrare. Ma cos’è successo quel pomeriggio a scuola che ha cambiato per sempre le loro vite? Ricco di tensione e profondamente commovente, il secondo romanzo della talentuosa Daisy Johnson penetra a fondo nelle zone più oscure dei legami affettivi, raccontando una conturbante storia d’amore e invidia tra sorelle che i fan di Shirley Jackson e Stephen King divoreranno.

Sorelle è stato pubblicato per la prima volta in Italia a Luglio 2021.

Il libro sarà in lettura da oggi fino al 30/11, quindi per tutto il mese di novembre.

Vi unirete alla lettura? Sarete dei nostri? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Cattedrale – Raymond Carver

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

Come state? Come sta andando avanti il mese di ottobre? State realizzando che la fine dell’anno si avvicina? Io assolutamente no.

Oggi parliamo di “Cattedrale” di Raymond Carver, titolo che abbiamo letto assieme sul gruppo nel mese scorso, finalmente torno ad essere quasi puntale con le recensioni per il titolo del mese.

“Cattedrale” è un testo assai apprezzato e conosciuto, la raccolta più famosa e amata di Carver, autore americano pilastro della letteratura americana.

Iniziamo!

Cattedrale – Raymond Carver

Casa editrice: Einaudi

Genere: raccolta di racconti

Pagine: 226

Prezzo di Copertina: € 12,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno di P. Pubblicazione: 1983

Link all’Acquisto: QUI

Incipit P. Racconto “Penne”

Questo mio collega di lavoro, Bud, una volta ha invitato me e Fran a cena. Io non conoscevo sua moglie e lui non conosceva Fran. Così eravamo pari. Ma io e Bud eravamo amici. E sapevo che a casa sua c’era un bambino piccolo.

Trama

A volte anche una visita inattesa e poco gradita – quella di un amico cieco della moglie, per esempio – può smuovere emozioni dimenticate. E cosi, infatti, che il narratore del racconto che dà il titolo alla raccolta – forse il più celebre di Carver e uno dei più amati dall’autore – finisce per passare quasi senza rendersene conto dall’iniziale ostilità condita di gelosia al momento di una piccola rivelazione. È un personaggio carveriano a tutti gli effetti, l’anonimo protagonista del racconto: sottilmente alla deriva, privo di amici, inchiodato in un lavoro che detesta, con una moglie da cui forse si sente un po’ trascurato. Eppure, è proprio la presenza ingombrante del cieco Robert a costringerlo a uscire dalla sua corazza e abbozzare un rapporto umano, una condivisione che gli permetterà di recuperare, forse, una parte di sé dimenticata. Carver ne segue l’impercettibile evoluzione con naturalezza, con uno stile maturo e consapevole dei propri mezzi, da lui stesso definito “più pieno e generoso”. Se “Cattedrale” chiude la raccolta su una tenue nota positiva, nel resto del libro prevalgono i toni desolati, i fragili equilibri pronti a spezzarsi in conseguenza di eventi all’apparenza secondari: un nuovo trasloco in “La casa di Chef”, l’atto mancato di una riconciliazione impossibile in “Lo scompartimento”, l’inizio di una crisi senza apparenti vie d’uscita in “Vitamine”, in cui nella deriva personale fa irruzione la violenza della storia.

Recensione

Essendo una raccolta di racconti parleremo meglio di ogni racconto nello specifico, ma prima di ciò, parliamo un poco dell’autore. Carver nasce il 25 maggio del 1938 a Clatskanie ed è conosciuto soprattutto per i suoi racconti brevi, è l’autore di opere quali “Di Cosa Parliamo quando Parliamo d’Amore“, “Da Dove Sto Chiamando” (raccolta di racconti), appunto “Cattedrale“, ma anche varie raccolte di poesie.

Spesso Carver viene accostato al minimalismo, per il suo stile e forma, ma lui non mai andato molto d’accordo con questa definizione.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Lo stile di Carver è equilibrato secondo me, si discute molto del suo stile e per buone ragioni, molti lo definiscono minimalista appunto, altri parlando dello stile lo associano a stili semplici e secchi che riducono all’osso le descrizioni e le scene, ma dall’idea che io mi sono fatta penso che lo stile di Carver sia ben bilanciato. Fornisce al lettore i dettagli sufficienti per una lettura completa, dando un senso ad ogni parola, senza affamare il lettore.

Ci sono parecchie analisi tra l’altro in giro nel web e su vari testi in cui si analizza l’uso delle parole nei testi di Carver, specialmente nei racconti, si trovano molti significati inseriti all’interno di ogni racconto, alcuni evidenti, altri nascosti e magari non facilmente raggiungibili.

Il ritmo cambia da racconto a racconto anche se in molti ci troviamo alla fine con un sacchetto di riflessioni e lezioni che impariamo accompagnando i personaggi nelle loro disavventure.

I temi affrontati da Carver sono quelli legati alla realtà e alla normalità, il matrimonio, il lavoro, la dipendenza, l’abbandono, i figli… Insomma tematiche che costellano la vita e situazioni che si legano con il quotidiano.

Le atmosfere dei racconti di Carver infatti sono intrise di realtà, le situazioni in cui si ritrovano i personaggi le possiamo aver sperimentate noi sulla nostra pelle, o possiamo averle viste dall’esterno, o ancora sono scene in cui forse ci ritroveremo un domani.

Avvertiamo l’amarezza di un uomo lasciato dalla moglie a crescere i due bambini, la fatica di questo a lasciar andare l’amore che ancora prova per questa donna che sembra un’altra persona, sentiamo la rabbia di chi si lancia nella vita e si convince di voler essere un tipo di persona che non voleva essere fino a poco tempo prima perché mossa dal desiderio di essere come qualcun altro, il diventare qualcuno non si è, e finire con l’odiarsi e odiare gli altri.

Quando l’amarezza è Reale

Carver riesce a far provare al lettore il reale senso di amarezza legato alla realtà, i suoi racconti non hanno tocchi fantasy o fantascientifici o magici, non si va mai oltre alla pura e amara realtà. Dicendo questo non voglio assolutamente sminuire questi generi.

Ciò che ho trovato però affascinante è l’aver provato sempre una punta di amarezza in ogni racconto, ma la lettura non è mai diventata dolorosa o eccessivamente tragica, anche in questo Carver riesce ad essere equilibrato, ci fa vedere uno specchio di realtà e in ognuna uno o più personaggi riflettono su qualcosa, inviandoci messaggi all’apparenza semplici perché diretti e scritti senza troppi giri di parole, ma sempre veri e realistici.

Racconti

Iniziamo a parlare dei racconti, perché c’è molto da dire e per ognuno vi dirò quella che è stata la mia impressione, cosa ho ricavato dalla lettura di questi.

Penne

Penne” apre la strada alla raccolta, è un racconto di circa 25 pagine, su per giù, ed è la storia di una cena tra amici. In particolare tra Bud e Jack, amici che si sono conosciuti sul posto di lavoro e un giorno decidono di cenare a casa di Bud che è sposato con Olla, mentre Jack è fidanzato con Fran. I due si recano dall’amico e vengono subito salutati da un pavone, che vive nel giardino della coppia, dopodiché passeranno una serata tutto sommato tranquilla e godibile. Ma il racconto si conclude in modo assai amaro, Carver ci mostra cosa accade quando si vuole vivere con uno stile di vita che non ci appartiene o cosa succede quando per emulare gli altri arriviamo a vivere in un modo che fino a poco tempo prima ritenevamo non adatto a noi.

Senza dubbio “Penne” è forse uno dei racconti che lascia più con l’amaro in bocca dell’intera raccolta.

Per me è stata una riflessione anche su tematiche come l’invidia e il classico “l’erba del vicino è sempre più verde”.

A Casa di Chef

Questo secondo racconto ci mostra sempre una coppia che tenta di ricostruire un nuovo domani assieme, tornando a vivere sotto lo stesso tetto in una casa di proprietà di un amico. Tutto sembra andare alla perfezione, fino a quando questo amico non fa visita ai due per annunciare loro che non potrà più ospitarli perché deve aiutare la figlia e vuole dare a lei la casa.

Assistiamo quindi ad un crollo degli equilibri, colei a cui deve andare la casa diventa una presenza ostile che vuole spezzare questo legame e mentre il personaggio maschile è perso in riflessioni e visioni di un passato lontano, Carver ci porta a chiederci chi siamo veramente, qual è la natura della nostra identità, come questa viene condizionata dall’inevitabile avanzare del tempo e come non è possibile per noi distaccarsi da ciò che abbiamo vissuto, perché ci ha resi chi siamo oggi.

“Immagina. Immaginare non costa niente. Metti che niente di tutto il resto sia mai successo. Capisci che voglio dire? E a quel punto?, gli ho detto. […] Poi ha detto: A quel punto dovremmo essere altre persone. Persone che non siamo. Non ho più quel genere d’immaginazione. Siamo nati come siamo. Non capisci? […] Mi dispiace, ma non posso mica parlare come qualcuno che non sono. Non sono un’altra persona. Se fossi un’altra persona, puoi scommetterci che non sarei certo qui. Se fossi un’altra persona, non sarei io. Ma sono quello che sono. Non lo capisci?”

Conservazione

Il terzo racconto della raccolta è stato, per me, uno di quelli più ermetici per quanto riguarda l’interpretazione ed è forse quello che più di tutti costringe il lettore ad una riflessione profonda dopo la lettura.

Seguiamo sempre una coppia, in cui ad un certo punto il marito di Sandy perde il lavoro e decide di stabilirsi sul divano permanentemente, durante il giorno si sposta a malapena da quello e si distacca da tutto. Sandy si preoccupa sempre più per lui e fa caso al fatto che il marito sfoglia sempre lo stesso libro e legge sempre lo stesso paragrafo che ha a che fare con una creatura/uomo ibernato. Questo nuovo equilibrio di immobilità sembra subire una modifica quando il frigo si rompe e Sandy sprona il marito ad andare all’asta per trovare un frigo nuovo.

Il racconto si conclude con un immagine interessante che lascia il lettore alle sue riflessioni.

Senza dubbio il primo significato è quello che riguarda l’immobilità e il trovarsi in un blocco esistenziale e non solo. Il marito di Sandy viene licenziato e si sente come un uomo vecchio di millenni, un uomo vecchio e sorpassato dal progresso, dalla società, da tutto. Il senso di resa e sconfitta si avverte nei gesti ripetitivi e meccanici del marito, anche in quello che dice c’è una nota di inevitabile ripetitività.

Tra l’altro in questo racconto c’è anche un messaggio che pervade tutta la raccolta, essendo una raccolta incentrata appunto sulla realtà, ovvero il classico “la vita va avanti”. Infatti accompagnamo i personaggi, viviamo le loro disavventure e tragedie, ma li lasceremo e per loro la vita andrà avanti e anche per noi.

Lo Scompartimento

Questo quarto racconto ci mostra un padre che si sta recando a trovare il figlio in treno. L’uomo in questione non vede il figlio da tempo, dopo un forte litigio verificatosi prima della separazione dalla moglie. Durante il viaggio subisce il furto di un orologio da parte di uno, a detta sua, strano compagno di scompartimento. All’arrivo nella stazione dell’incontro con il figlio comunque l’uomo decide di non scendere, ma di proseguire senza una vera meta.

In questo racconto penso si avverta un forte senso di mancanza, di un obbiettivo, di uno stimolo, di un qualcosa che dia all’uomo la forza e la voglia di fare ciò per cui si è sorbito ore di viaggio. Si sente perso, si accorge di non avere la voglia di incontrare un figlio che non sembra nemmeno amare così tanto. In questo viaggio in treno Myers mette in discussione tutta la sua vita e perdendo i suoi oggetti, lascia e perde anche la sua di vita.

Una Cosa Piccola ma Buona

Questo è di certo uno dei miei racconti preferiti che all’inizio si apre in modo pacifico e calmo, ma dopo poco si trasforma in altro. Seguiamo due genitori che stanno accanto al loro figlio ricoverato d’urgenza in ospedale dopo essere stato investito. Siamo trasportati in un clima di profondo tormento e preoccupazione ovviamente per le condizioni di questo bambino e a turno i due genitori tornano per poco a casa, per staccare anche solo per poco, mangiare qualcosa o sistemarsi. Ogni volta prima uno poi l’altro ricevono strane chiamate di un uomo che nomina il bambino e sembra voler lanciare messaggi molto criptici.

Non vi dirò il finale del racconto per non rivelare troppo anche perché questo è uno dei racconti più lunghi della raccolta, ma scopriremo chi è il losco figuro, il destino del bimbo e le rivelazioni finali.

Questo racconto a differenza del precedente è decisamente meno criptico nei suoi significati, riflettiamo sulla natura dell’umanità, su cosa significa per davvero essere umani e su come si può finire nella vita a diventare persone che noi stessi detestiamo e in cui non ci riconosciamo.

Vitamine

E’ forse l’unico racconto in cui non ho amato più di tanto i personaggi, parla di questa coppia (vedo che le dinamiche tornano) in cui Patti diventa una venditrice di vitamine e la rappresentante di un gruppetto di ragazze che per guadagnare fanno questo lavoro. Ma pian piano il business comincia ad avere dei problemi e il compagno di Patti nel frattempo si diletta ad uscire con una collega di Patti e durante una serata in un bar i due conversano e arrivano ad un punto definitivo.

Il nostro protagonista è appunto il compagno della venditrice e ci mostra come le figure che si muovono accanto a lui sembrano tutte voler migrare e lasciarlo indietro.

E’ una riflessione su ciò che non è più importante, sull’essere persi e intrappolati, ma anche sul mondo e le persone che cambiano attorno a noi (o al personaggio) e per noi tutto sembra rimanere bloccato.

Attenti

Questo racconto tratta di un uomo che decide di andare a vivere solo, senza la moglie, e un giorno durante l’unica visita della moglie gli si blocca un orecchio e chiede a Inez (la moglie appunto), di aiutarlo per sbloccare questo orecchio che lo sta facendo impazzire.

Questo è uno dei racconti con un interpretazione più ampia rispetto ad altri della raccolta, e come sempre tutti trovano diversi significati, quindi quelli che io scrivo solo solamente una mia modesta opinione, quelli che io ho sentito maggiormente durante la lettura.

C’è un senso di solitudine che pervade il racconto, ma questa solitudine sembra andare e venire per il protagonista, lo preoccupa di più non aver nessuno accanto in caso di incidente o malessere, ma l’amore per la moglie e il suo desiderio di stare assieme non sembrano più contemplati.

La moglie diventa quasi una questione da ignorare, una questione che spunta e diventa visibile (come il problema all’orecchio) quando va a trovarlo.

Da Dove Sto Chiamando

Uno fra i miei racconti preferiti e fra i più lunghi della raccolta. “Da Dove Sto Chiamando” parla di un uomo con delle dipendenze che decide di andare in cura in questo centro e lì conosce un amico, che gli racconta la sua storia e come ha conosciuto la madre dei suoi figli. Il protagonista però parla anche delle proprie esperienze amorose e non.

“Chiudere gli occhi e lasciare che passi, che magari tocchi a qualcun altro.”

Tratta appunto di dipendenze, del faticare nel lasciar andare, sia queste dipendenze che le esperienze passate. I personaggi sembrano camminare in un limbo, ripensano sempre al passato e sembrano, dopo anni e tante esperienze, dare finalmente valore alle esperienze vissute con varie persone. Riscoprono il passato e mentre cercano di lasciar andare le dipendenze, cercano anche di dire addio a eventi negativi del passato.

Il Treno

Tratta di una donna che ha appena puntato una pistola alla testa di un uomo e successivamente si accomoda in una stazione per attendere il treno. Arrivano due personaggi, che si mettono a conversare di fatti propri davanti alla donna, senza mostrare pudore o altro per la presenza di questa terza persona. I tre riescono a prendere il treno e iniziano il loro viaggio.

Il racconto evidenzia il concetto di “indifferenza”, sotto molti punti di vista. A nessuno sembra realmente importare degli altri personaggi, i due parlano con la donna, ma non sono davvero interessanti. Quando salgono sul treno tutti li guardano, ma sembrano puntare quasi lo sguardo oltre, come se fossero invisibili.

Febbre

Un racconto meraviglioso, che ci mostra le difficoltà di un uomo e un padre lasciato solo dalla moglie a crescere due figli. E’ un insegnante e ha un disperato bisogno di trovare una babysitter in grado di sapersi prendere cura la meglio dei bimbi e della casa. Dopo varie difficoltà riuscirà a trovare un’anziana signora, ma quello che si viene a costruire è un equilibrio molto fragile.

E’ forse il racconto più diretto dal punto di vista dei significati, Carver alla fine ci parla di cambiamento, del lasciar andare il passato e di come andare oltre dopo un amore finito. Soprattutto penso che l’autore riesca in modo eccellente a evidenziare la rabbia e il senso di tradimento del protagonista nei confronti della moglie, per una buona parte del racconto prova astio nei suoi confronti e verso i suoi atteggiamenti, ma dopo essersi sfogato e aver compreso cosa significa “andare avanti” anche in modo brusco, capisce che deve andare oltre, oltre questo amore finito e lontano.

La Briglia

“La briglia” è un racconto amaro, più amaro dell’amaro direi e tratta di questa famiglia che si trasferisce in un complesso di appartamenti, il marito ha deciso di comprare un cavallo e farlo correre alle corse, ma la sua idea nel pratico non ha avuto molto successo. La moglie è un personaggio che se all’inizio sembra silenzioso e mesto, diventa con le pagine la presenza più forte della famiglia. Con l’avanzare del tempo comunque accade un fatto assai tragico che coinvolge il marito.

La scena finale del racconto ci mostra l’abbandono di una parte della vita e dell’identità, che è un concetto presente anche in altri racconti, ma qui vediamo come se fosse un film, il fotogramma di una vita precedente del personaggio, una vita che non potrà più riprendere. Tratta anche di come un evento per qualcuno irrilevante, può essere assai importante per altri, lo vediamo in modo chiaro, siamo presenti nei flash di indifferenza di varie personalità che continuano con la loro vita mentre chi si trovano davanti non è più o stesso.

Un meraviglioso racconto.

Cattedrale

“Cattedrale” è l’ultimo racconto della raccolta ed è quello che dà il nome al testo.

E’ un racconto decisamente famoso che viene preso spesso in esame anche nei manuali/testi di scrittura creativa e parla di un uomo cieco che va a far visita ad un amica, dopo la morte della moglie. Il marito di questa amica non è entusiasta all’inizio all’idea di averlo in casa, ma lo svolgimento dei fatti successivi, dopo l’incontro capovolgerà la situazione.

E’ una riflessione sulla cecità, ma soprattutto su cosa vuol dire vedere davvero, chi vede nel vero senso della parola? Credere vuole dire vedere? Vediamo solo con gli occhi? La vista non è intesa solo come occhi che vedono, si va oltre, al vero significato della vista.

Conclusioni

“Cattedrale” è una raccolta in cui Carver porta scene di realtà all’apparenza normali e basiche che nascondono significati assai più profondi e vitali.

E’ un ottimo punto di partenza anche se non avete mai letto Carver, ci sono le tematiche tipiche dell’autore e vari racconti ritenuti fra i più amati della sua produzione.

E’ una raccolta che ho apprezzato molto, come sempre, alcuni racconti mi sono piaciuti più di altri, ma è normale nelle raccolte, e non posso far altro che consigliarne la lettura.

Voto:

E voi? Avete mai letto “Cattedrale”? Vi è piaciuto? Sì? No? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Settembre (2021)

Buon mercoledì e buon primo settembre!

Come state? Come procede la settimana?

Oggi torniamo con una nuova lettura del gruppo, ovvero il libro di settembre che è stato eletto nel mese di agosto. Come ogni anno non c’è stata nessuna lettura nella pausa estiva, ma ora ci riprenderemo al massimo.

Vi ricordo come sempre che potete trovare il gruppo su Goodreads e Telegram!

Scopriamo il libro di settembre!

Cattedrale – Raymond Carver

Casa editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI

Trama

A volte anche una visita inattesa e poco gradita – quella di un amico cieco della moglie, per esempio – può smuovere emozioni dimenticate. E cosi, infatti, che il narratore del racconto che dà il titolo alla raccolta – forse il più celebre di Carver e uno dei più amati dall’autore – finisce per passare quasi senza rendersene conto dall’iniziale ostilità condita di gelosia al momento di una piccola rivelazione. È un personaggio carveriano a tutti gli effetti, l’anonimo protagonista del racconto: sottilmente alla deriva, privo di amici, inchiodato in un lavoro che detesta, con una moglie da cui forse si sente un po’ trascurato. Eppure, è proprio la presenza ingombrante del cieco Robert a costringerlo a uscire dalla sua corazza e abbozzare un rapporto umano, una condivisione che gli permetterà di recuperare, forse, una parte di sé dimenticata.

Cattedrale è stato pubblicato nel 1983.

Carver è l’autore di testi quali Di cosa Parliamo quando Parliamo d’amoreDa dove sto chiamando e America Oggi.

E’ un autore amato e osannato soprattutto per le sue raccolte di racconti, divenute piedistallo della letteratura americana.

Leggeremo assieme Cattedrale dal 01/09 al 30/09, quindi per tutto il mese di settembre, potete unirvi alla lettura in qualunque momento.

E voi? Avete mai letto “Cattedrale? Sì? No? Vi unirete a noi nella lettura? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Aprile (2021)

Buon giovedì!

Come state? Come sta avanzando questa settimana?

Oggi siamo qui per parlare un poco assieme del libro che sarà in lettura nel mese di aprile per il gruppo di lettura “LiberTiAmo” che trovate su Goodreads e Telegram.

Come sempre potrete unirvi da oggi fino al 30/04, quindi per tutto il mese di aprile (siamo già ad aprile, non ci voglio credere), alla lettura e parlarne assieme in qualunque momento.

Scopriamo la lettura di aprile!

Nella Casa dei tuoi Sogni – Carmen Maria Machado

Casa editrice: Codice Edizioni

Link all’acquisto: QUI

Trama

Carmen Maria Machado racconta lo smarrimento e la solitudine di trovarsi in una relazione segnata dall’abuso psicologico, e allo stesso tempo ci consegna, oltre a una toccante autobiografia, una profonda riflessione sulla scrittura e sulla natura stessa del memoir. Per analizzare il suo rapporto con una donna bella e carismatica, ma anche instabile e violenta, e capire come quello che le è successo l’abbia plasmata nella persona che è ora, Machado attinge a piene mani da numerosi generi letterari e dalla cultura pop. Capitolo dopo capitolo siamo trasportati dalla casa stregata al bildungsroman, dal noir alla novella picaresca, da Cechov alle fiabe, da Star Trek ai cattivi della Disney, in un tour de force sul trauma e sulla sua elaborazione che smantella lo stereotipo dell’idilliaca relazione tra donne. Al centro di tutto la casa dei sogni, il simbolo di ciò che poteva essere e non è stato.

Nella casa dei Tuoi Sogni è stato pubblicato in Italia nel 2020, appartiene al genere memoir, autobiografia, ma viene definito un memoir non ortodosso, che si differenzia dal concetto standard di memoir.

Carmen Maria Machado è una scrittrice statunitense.

E voi? Parteciperete alla lettura? Fatemi sapere!

A presto!